Giornata cruciale per le banche centrali: BoE, BCE, Banxico e RBI decidono i tassi d'interesse il 5 febbraio 2026
· Market News · MarketsFN Team
Oggi 5 febbraio 2026 si configura come una giornata decisiva per la politica monetaria globale, con diversi istituti centrali riuniti per deliberare sulle rispettive politiche dei tassi. In un contesto di inflazione in fase di raffreddamento in molte economie, crescita resiliente in alcune aree e incertezze persistenti dovute a tensioni geopolitiche, volatilità valutaria e dinamiche commerciali, i mercati finanziari seguono con attenzione le decisioni della Bank of England (BoE), della Banca Centrale Europea (BCE), della Banco de México (Banxico) e della Reserve Bank of India (RBI).
L’attenzione si concentra inizialmente sulla BoE, che comunica la sua decisione alle 12:00 GMT. Il consenso di mercato prevede il mantenimento del Bank Rate al 3,75%, dopo i quattro tagli accumulati nel 2025 (l’ultimo a dicembre). I recenti rialzi dell’inflazione, uniti a pressioni salariali e nei servizi, rafforzano la necessità di prudenza per garantire un ritorno sostenibile al 2%. Si attende un possibile voto diviso (forse 7-2 o 6-3 per il mantenimento), con focus sul Monetary Policy Report e sulla conferenza stampa del governatore Andrew Bailey. Le attese indicano tagli graduali successivi – eventualmente da marzo o aprile –, sebbene i mercati scontino solo uno o due ribassi nell’intero 2026.
Poco dopo, alle 13:15 GMT, tocca alla BCE. Il pronostico è unanime: invariati i tassi chiave, con deposito al 2,00%, rifinanziamento principale al 2,15% e marginale al 2,40%, per il quinto incontro consecutivo senza variazioni da metà 2025. L’inflazione nell’eurozona è vicina o sotto il 2%, ma l’euro forte solleva timori su effetti disinflazionistici e possibili frenate alla crescita. Nella conferenza stampa di Christine Lagarde ci si attende la conferma che la politica sia in una posizione equilibrata, con rischi bilanciati e nessuna fretta di interventi salvo imprevisti. Gli investitori cercano indizi sul timing di eventuali tagli futuri, anche se gli swap indicano bassa probabilità nel breve.
Nei mercati emergenti spicca Banxico, con decisione attesa intorno alle 19:00 GMT. Dopo i tagli cumulativi di 125 punti base nel 2025 che hanno portato il tasso al 7,00%, la maggioranza prevede una pausa a febbraio per valutare l’inflazione (intorno al 3,7%) contro rischi esterni come un dollaro più forte e tensioni commerciali. Alcuni non escludono un possibile ribasso di 25 punti a 6,75% se supportato dai dati interni, ma prevale un approccio cauto con gradualità nei mesi successivi.
Infine, la RBI conclude la riunione triennale (4-6 febbraio), con annuncio previsto per il 6 febbraio alle 10:00 IST. Il consenso punta al mantenimento del tasso repo al 5,25%, dopo la flessibilizzazione cumulativa di 125 punti nel 2025. L’inflazione sotto controllo (ben sotto il 4%), la crescita solida, la volatilità della rupia e le tensioni sui rendimenti obbligazionari giustificano la pausa. Si attende una guida data-dependent, lievemente accomodante, forse con misure di liquidità o riferimenti alla stabilità valutaria.
Queste riunioni sincronizzate evidenziano un tema comune: prudenza dopo i cicli di allentamento aggressivi del 2025. Con l’inflazione domata nelle economie avanzate e la crescita tenuta in quelle emergenti, le banche centrali si concedono tempo per monitorare i rischi esterni. Le reazioni di mercato finora sono state moderate: il dollaro si rafforza lievemente, euro e sterlina arretrano in modo contenuto, borse miste in attesa di esiti e forward guidance.
Per mutuatari, imprese e investitori, un mantenimento delle tariffe (altamente probabile) garantisce prevedibilità nei costi di finanziamento a breve, mentre segnali dovish potrebbero aprire la strada a un allentamento misurato nel resto del 2026. La giornata sottolinea l’interconnessione profonda dell’economia mondiale: le scelte odierne possono propagarsi su valute, obbligazioni e azioni a livello globale
Disclaimer
I contenuti su MarketsFN.com sono forniti esclusivamente a scopo educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazioni di investimento o orientamento al trading. Tutti gli investimenti comportano rischi e i rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni di investimento e dovresti condurre ricerche indipendenti e consultare un consulente finanziario qualificato prima di agire.