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Portafogli gestiti e depositi ai massimi livelli a metà 2025: il Bollettino Consob fotografa la crescita del sistema finanziario italiano

· Market News · MarketsFN Team

Roma, 10 novembre 2025 – In un contesto di volatilità globale, il mercato finanziario italiano mostra una solida traiettoria ascendente. Secondo l’ultimo Bollettino Statistico sugli Intermediari pubblicato oggi da Consob, il valore totale degli strumenti finanziari nei portafogli e depositi detenuti dagli intermediari vigilati ha raggiunto i 4.220 miliardi di euro al 30 giugno 2025, con un incremento del 3,7% rispetto ai 4.068 miliardi di fine 2024. Si tratta del picco più alto registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 2010, a testimonianza di una fiducia crescente degli investitori e di un sistema che continua a espandersi nonostante le incertezze macroeconomiche.

La crescita trainata da azioni, titoli di Stato e fondi

Il dinamismo del portafoglio italiano è alimentato principalmente da tre pilastri: le azioni domestiche, in rialzo del 6,2% grazie al rimbalzo delle blue chip e al ritorno di interesse verso l’equity tricolore; i titoli di Stato italiani, su del 3,2% per via della domanda stabile di asset sicuri in un’area euro ancora alle prese con l’inflazione; e i fondi di investimento, con un +3% che riflette l’appetito per soluzioni diversificate. Questa espansione non è solo un dato contabile: rappresenta un segnale di maturità del mercato, dove i risparmiatori italiani – storicamente prudenti – stanno progressivamente allocando di più in strumenti complessi, supportati da una regolamentazione sempre più stringente e trasparente.

Il Bollettino Consob, frutto di un’analisi dettagliata sui dati semestrali, evidenzia come questa crescita sia radicata in un ecosistema vigilato che bilancia innovazione e tutela. Dal 2010, quando l’Autorità ha iniziato a monitorare questi flussi, il valore totale è più che raddoppiato, passando da circa 2.000 miliardi a livelli record, in linea con l’evoluzione demografica e il boom del wealth management nel Belpaese.

Servizi di investimento in accelerazione, ma con qualche ombra

Parallelamente, il primo semestre 2025 ha registrato un’espansione marcata nei servizi di investimento offerti dagli intermediari. Rispetto allo stesso periodo del 2024, il trading proprietario è balzato del 24,8%, spinto da operazioni speculative su derivati e valute; il collocamento di strumenti finanziari è cresciuto dell’11,8%, grazie a un mercato primario vivace; e l’esecuzione di ordini ha segnato un +6,8%, con volumi in aumento sulle piattaforme digitali.

Un capitolo a parte meritano i prodotti assicurativi con contenuto finanziario: i premi lordi sono esplosi del 24,2%, trainati dalle polizze unit-linked (+26,1%), che combinano protezione e rendimento e stanno conquistando una fetta sempre maggiore del retail banking. Tuttavia, non tutto è rose e fiori: la ricezione e trasmissione di ordini ha subito un lieve calo del 3%, forse per l’ottimizzazione dei processi interni o per una minore propensione al trading retail in un contesto di tassi ancora elevati.

Questi numeri delineano un settore in salute, dove la digitalizzazione e l’integrazione tra banking e asset management stanno ridisegnando le catene del valore. Eppure, Consob avverte: la crescita dei volumi non è sinonimo automatico di redditività diffusa, come vedremo tra poco.

Gli asset under management: flussi positivi verso bond e liquidità

Il trend positivo si riflette anche negli asset under management (AUM) degli intermediari vigilati, che al 30 giugno 2025 hanno toccato i 1.641 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% rispetto a fine anno precedente. A sostenere questa crescita sono stati il gestito individuale (+1,4%), con una personalizzazione sempre più richiesta dai clienti high-net-worth, e i fondi di investimento aperti italiani (+1,7%), che hanno attirato 8,6 miliardi di euro di afflussi netti nel semestre.

Il motore di questi ingressi? Principalmente i fondi obbligazionari (+10,6 miliardi), che hanno beneficiato di un carry trade favorevole in un ambiente di rendimenti stabili, e i fondi monetari (+1,9 miliardi), rifugio sicuro per la liquidità in eccesso. Questi flussi hanno più che compensato le uscite dai fondi azionari, flessibili e speculativi, dove la volatilità geopolitica ha scoraggiato parte degli investitori. Un pattern che riecheggia le lezioni della pandemia: in tempi incerti, prevale la ricerca di yield con basso rischio.

Profitti in calo nonostante i volumi: il paradosso dei costi

Nonostante l’espansione dei volumi e dei servizi, il quadro reddituale presenta crepe. Le società di gestione del risparmio (SGR) hanno chiuso il primo semestre con utili netti per 823 milioni di euro, in calo di 31 milioni rispetto al 2024. L’incremento delle commissioni nette (+85 milioni) è stato infatti eroso dall’inasprimento dei costi operativi (+41,1 milioni) e dall’aumento delle imposte (+9,3 milioni), legato a normative fiscali più stringenti e a investimenti in compliance e tecnologia.

Scenario simile per le società di intermediazione mobiliare (SIM): profitti netti a 54,4 milioni, giù di circa 7 milioni, appesantiti da costi operativi in salita (+19,3 milioni) e commissioni nette in flessione (-1,6 milioni). Per le SGR, il bilancio resta solido, con margini operativi che attestano una resilienza strutturale; per le SIM, invece, gli indicatori di efficienza e redditività appaiono più variabili e meno favorevoli, esponendo il segmento a pressioni competitive da fintech e piattaforme estere.

Questo “paradosso” – crescita dei ricavi ma erosione dei margini – non è isolato: riflette una fase di transizione dove gli investimenti in cybersecurity, ESG e AI stanno rimodellando i modelli di business, con benefici a medio termine ma oneri immediati.

Uno sguardo al futuro: stabilità con vigilanza

Il Bollettino Consob dipinge un ritratto ottimista ma cauto del sistema finanziario italiano a metà 2025. Con portafogli e depositi ai massimi storici, l’Italia si conferma un hub europeo per il risparmio gestito, capace di attrarre capitali esteri e di canalizzare i risparmi domestici verso opportunità produttive. Eppure, l’Autorità – nel suo ruolo di guardiano – sottolinea la necessità di una vigilanza rafforzata: in un’epoca di deepfake e cyberminacce, la trasparenza resta il pilastro per preservare la fiducia.

Per approfondire i dati e le analisi, il Bollettino è disponibile sul sito www.consob.it. In un mondo finanziario sempre più interconnesso, questi numeri non sono solo statistica: sono il termometro di un’economia che, pur con le sue sfide, punta dritta verso una crescita inclusiva e sostenibile.

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