USD/JPY: in calo dello 0,07% a 159,89 — L'RSI segnala condizioni di ipercomprato
· Forex · Reporter Italia
USD/JPY: in calo dello 0,07% a 159,89 — RSI segnala condizioni di ipercomprato
Pubblicato: 5 giugno 2026 · Team MarketsFN · Sessione statunitense
| Coppia | Tasso | Variazione | RSI(14) | SMA-20 | SMA-50 | Massimo 52W | Minimo 52W | Pivot | R1 | S1 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD/JPY | 159.89 | -0.07% | 79.4 | 158.72 | 158.86 | 160.23 | 143.40 | 159.82 | 160.14 | 159.66 |
USD/JPY viene scambiato a 159,89 (-0,07%), consolidandosi vicino al suo massimo annuale di 160,23 dopo un trend rialzista incessante che ha visto la coppia guadagnare +11,5% dal suo minimo annuale. Il leggero ritracciamento rispetto alla chiusura di ieri a 160,01 suggerisce una minima presa di profitti, ma la struttura tecnica complessiva rimane saldamente rialzista. Sia la SMA-20 (158,72) che la SMA-50 (158,86) sono inclinate al rialzo, con il prezzo che si mantiene comodamente al di sopra di esse, confermando la forza del trend. Tuttavia, l'RSI a 79,4 segnala condizioni di ipercomprato estremo, aumentando i rischi di esaurimento nel breve termine nonostante il momentum.
La volatilità giornaliera della coppia (ATR-14 a 0,47) si è leggermente compressa, riflettendo la pausa attuale nei movimenti direzionali. I livelli chiave da monitorare includono il pivot a 159,82, che si allinea con il minimo odierno (159,75), mentre la resistenza a R1 (160,14) segna il target immediato al rialzo. Una rottura al di sopra potrebbe ritestare il record di 160,23, mentre il mancato mantenimento di S1 (159,66) potrebbe innescare un correzione più profonda verso 159,00.
La persistente posizione accomodante della Bank of Japan continua a sostenere USD/JPY, ma i rischi di intervento si profilano mentre la coppia sfiora massimi storici. I trader dovrebbero monitorare attentamente la retorica sul forex del Giappone—qualsiasi avvertimento esplicito o azione potrebbe scatenare un'inversione brusca. Per ora, il percorso di minor resistenza rimane al rialzo a meno che i fondamentali non cambino. Il prossimo catalizzatore saranno i dati sui payroll statunitensi di venerdì, che potrebbero rafforzare le aspettative di taglio dei tassi della Fed e pesare sul dollaro se risultassero deboli.
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