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La RBNZ alza l'OCR di 25 punti base al 2,75% tra persistenti rischi inflazionistici

Reporter Italia

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La RBNZ alza l'OCR di 25 punti base al 2,75% tra persistenti rischi inflazionistici

La RBNZ alza l'OCR di 25 punti base al 2,75% tra persistenti rischi inflazionistici

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha aumentato l'Official Cash Rate (OCR) di 25 punti base al 2,75% il 1° settembre 2026, segnando l'ultima mossa per contenere l'inflazione sostenendo una ripresa economica disomogenea. Il Monetary Policy Committee ha raggiunto un consenso sull'aumento mentre l'inflazione annuale ha toccato il 4,1% nel trimestre di giugno, trainata dagli shock dei prezzi del carburante dovuti ai conflitti in Medio Oriente, sebbene le metriche dell'inflazione di base rimangano entro la banda target 1-3%.

Decisione sull'OCR

La decisione unanime porta l'OCR al livello più alto dal 2026, senza opinioni dissenzienti tra i sette membri del comitato. La RBNZ ha sottolineato che l'aumento mira a "rimuovere gradualmente lo stimolo monetario" per evitare futuri rialzi più marcati, notando che l'attuale tasso del 2,75% rimane accomodante. Il Comitato ha evidenziato che, esclusi i prezzi del carburante, l'inflazione annuale CPI è scesa al 2,9% nel Q2 2026, con la maggior parte delle misure di base entro il target. Tuttavia, quattro membri (Hayley Gourley, Karen Silk, Prasanna Gai e Anna Breman) hanno visto rischi inflazionistici al rialzo a causa della potenziale persistenza dei prezzi energetici e dell'inflazione dei prezzi amministrati.

Valutazione economica

La RBNZ ha descritto la crescita del Q2 2026 come "fiacca" ma ha rilevato una ripresa nel Q3, guidata dai settori esportatori resilienti che beneficiano dei forti prezzi delle materie prime. Permangono disparità regionali: l'Isola del Sud e le regioni con industrie primarie sovraperformano Auckland e Wellington, dove i deboli prezzi delle case (piatti a livello nazionale) e l'insicurezza lavorativa limitano la spesa delle famiglie. La disoccupazione rimane elevata, in particolare tra i giovani, sebbene si preveda un graduale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. La Banca prevede che l'inflazione tornerà al punto medio del 2% entro la fine del 2027, assumendo che la capacità inutilizzata venga assorbita e gli effetti dei prezzi del carburante si attenuino. In particolare, si prevede che i termini di scambio riprendano un trend rialzista a lungo termine, sostenendo il reddito nazionale.

Implicazioni di mercato

L'aumento rafforza l'inasprimento delle condizioni finanziarie, con i rialzi dei tassi all'ingrosso che si stanno già riversando in tassi più elevati per mutui e prestiti alle imprese. Il NZD ha registrato una modesta apprezzamento prima della decisione, riflettendo le aspettative già prezzate. Tuttavia, il Comitato ha rilevato un passaggio incompleto ai tassi dei depositi a termine, che potrebbe limitare la trasmissione della politica monetaria. I tassi swap a due anni potrebbero subire pressioni al rialzo mentre i mercati prezzano le indicazioni condizionali della RBNZ per ulteriori aumenti. Il NZX 50 potrebbe registrare una divergenza settoriale, con le società orientate all'esportazione (es. lattiero-caseario, silvicoltura) che beneficiano dei prezzi resilienti delle materie prime, mentre i titoli esposti al consumo interno potrebbero rimanere indietro a causa della debole crescita della spesa delle famiglie (i tassi di risparmio sono aumentati nel Q2).

Forward Guidance

La RBNZ ha dichiarato esplicitamente che il percorso dell'OCR non è predeterminato, con mosse future contingenti alla persistenza dell'inflazione e all'assorbimento del mercato del lavoro. I punti chiave da monitorare includono: (1) la crescita salariale (attualmente coerente con un'inflazione al 2%), (2) i prezzi energetici globali tra la volatilità del Medio Oriente, e (3) l'andamento dei prezzi delle case. Il Comitato ha segnalato rischi "significativi" di attività al ribasso, tra cui una potenziale debolezza prolungata nell'occupazione e nei consumi di Auckland/Wellington. I rischi inflazionistici al rialzo si concentrano sui prezzi amministrati e sul comportamento dei prezzi aziendali. La prossima revisione politica esaminerà i dati del PIL del Q3 (previsti per dicembre 2026) per confermare l'ampiezza della ripresa.

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